La pandemia da SARS-CoV-2

ll 14 Ottobre 2020 il Club si è riunito per seguire la conversazione del dott. Silverio Piro, infettivologo presso l’Azienda Ospedaliera  Brotzu,  dal titolo:

” La pandemia da SARS-CoV-2:status quo e previsioni”
       

Powerpoint della conferenza:

conferenza dott.silverio piro_ COVID

Abstract della conversazione.

La pandemia da nuovo Coronavirus

La malattia da Coronavirus (COVID) è un’infezione causata da un nuovo virus (SARS-CoV-2) e rapidamente diffusasi su tutto il pianeta (pandemia).

La maggior parte dei soggetti contagiati manifesta sintomi respiratori di lieve/moderata intensità.

Gli anziani, soprattutto se con altre patologie quali diabete, obesità, malattie cardiorespiratorie croniche, tumori hanno maggiori probabilità di sviluppare una forma severa, anche mortale, dell’infezione.

Il virus viene trasmesso da persona a persona con le goccioline emesse con la tosse o gli starnuti. Meno efficientemente attraverso il contatto fisico.

Il virus NON passa attraverso la cute.

I più contagiosi sono, ovviamente, i pazienti sintomatici. Molto meno gli asintomatici.

Per essere contagiati, il contatto deve essere ravvicinato e durare almeno qualche minuto.

I focolai epidemici sono favoriti da assembramenti prolungati senza l’uso delle precauzioni.

L’accertamento d’infezione in fase contagiosa si effettua ricercando con una tecnica molto sofisticata e affidabile l’RNA virale su secreto naso-faringeo prelevato con un sottile tampone.

In alternativa, si possono ricercare nel sangue gli anticorpi prodotti dal nostro sistema immunitario per eliminare il virus; il test diventa positivo dopo 1-3 settimane, positività che indica un avvenuto contatto col virus ma non esclude che il soggetto possa essere ancora contagioso.

La contagiosità si protrae nella maggior parte dei casi per circa 10 giorni; fino a 20 giorni nelle forme molto gravi.

Superata la fase acuta della malattia, ma anche negli asintomatici, il tampone nasofaringeo può talora risultare positivo per molte settimane ma è stato dimostrato che il soggetto non è più contagioso. Si tratta infatti di una positività prolungata legata alla presenza di RNA di un virus che, però, ormai non più in grado di moltiplicarsi e, quindi, di contagiare.

Non esiste ancora una cura sicuramente efficace sul virus ma moltissime sperimentazioni sono in corso. Le cure sintomatiche quali cortisonici, anticoagulanti ed il plasma di convalescenti si stanno, comunque, rivelando molto efficaci.

Per evitare di diffondere il virus o di essere contagiati occorre proteggere la bocca col gomito in caso di tosse o starnuti, vestire la mascherina in luoghi affollati o quando ci si avvicina a meno di 1 metro dagli altri, mantenere il più possibile tale distanza, igienizzare spesso le mani ed evitare di toccarsi il viso.(MDM= mascherina, distanza, mani)

L’adesione scrupolosa a queste semplici regole permetterà all’efficiente sistema di controllo organizzato dalle autorità sanitarie di gestire appropriatamente un numero limitato di casi, senza dover ricorrere nuovamente al lockdown, in attesa di un vaccino di provata e duratura efficacia, che dovrebbe diventare disponibile su vasta scala nei primi mesi del 2021.

Si sottolinea che è la prima volta, a livello planetario, che si sta tentando di arginare una malattia, finora responsabile di una decina di milioni di casi, la cui facilità nella diffusione è uguale a quella dell’influenza o dei comuni raffreddori che ogni anno, come ben noto, causano centinaia di milioni di casi.

 

 

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